UN RICORDO DI SILVIO BEDINI  

 

     
  ANTONIO LENNER  

 

  Nel mese di Novembre del 2007 mi è giunta la triste notizia della scomparsa di Silvio Bedini, che tutti i Soci hanno potuto apprezzare leggendo l'interessante articolo sui Nuzzi di Rincine, apparso nel n.1 della nostra rivista.

L’aver potuto conoscere Silvio Bedini e aver potuto condividere con lui tanti interessi e studi è stata sicuramente una delle esperienze più piacevoli e gratificanti.

Silvio Bedini ha dedicato allo studio della Storia delle Scienze, con particolare riferimento alla storia dell'orologeria e della strumentazione scientifica, gran parte della sua vita di studioso.Aveva una grande facilità nel mantenere rapporti di studio e di ricerca con le grandi istituzioni di tutto il mondo e sapeva interpretare e sviluppare le proprie ricerche con grande intuito.

Ricordo l'incredibile massa di documentazione, scritti e volumi accumulati nel suo studio e nel deposito della sua abitazione, che gli permetteva di ricostruire a distanza di secoli, con l'abilità di un esperto detective, avvenimenti storicamente interessanti.

La carriera di Silvio Bedini è legata al suo incarico di deputy director presso la Smithsonian Institution di Washington, presso la quale svolse un'attività importante nella gestione e nello sviluppo nel settore della storia delle scienze.

 
  Interessantissimi sono i suoi studi sulla storia degli strumenti scientifici prodotti in Italia, che sono stati dati alle stampe dal 1962 fino a poco prima della sua scomparsa, studi che si possono leggere nella sua opera Patrons, artisans and instruments of Science, pubblicata nel 1999, e nel libro Science and Instruments in Seventeenth-century Italy, pubblicato nel 1994. Studi che gli valsero importanti riconoscimenti, quali lo Usher Prize del l'anno 1962, ed in tempi più recenti, nel 2000, la prestigiosa Leonardo da Vinci Medal, conferitagli da SHOT (Society for the History of Technology).

Silvio Bedini fu arche lo scopritore del famoso orologio astronomico del Borghesi-Bertolla, che fece acquistare allo Smithsonian, reperendolo per pochi dollari presso una casa d'aste degli Stati Uniti, e di cui fece una approfondita analisi tecnico-storica, poi pubblicata fra le Contributions from the Museum of History and Technology.

 
Silvio Bedini a destra nella foto
 
  Nel 1998 Bedini scrisse anche un libro intitolato The Pope's elephant, in cui racconta la passione di Papa Leone X per un'elefantino regalatogli dall'Imperatore del Portogallo: una storia che sembra un romanzo; tuttavia, essa è ben poco frutto di fantasia, ma deriva invece dalla rigorose ricerche negli archivi Vaticani, in quelli della Serenissima e negli archivi del Portogallo.

Ma il più imponente lavoro svolto da Silvio Bedini è certamente la sua ricerca sulla vita e l'opera dei fratelli Campani, noti costruttori di orologi notturni e telescopi, lavoro che purtroppo ci addolora non aver potuto vedere stampato prima della scomparsa dell'amico. Si tratta di uno studio che lo ha occupato per circa quaranta anni, raccolto in più di mille pagine dattiloscritte e che apre uno straordinario squarcio di luce sul mondo della Scienza nell'Europa delXVII secolo.

Il nostro impegno ora, nel ricordo del caro amico Silvio, è portare a compimento il suo progetto facendo stampare la sua ricerca così che tutte le persone interessate possano apprezzare un'opera frutto di straordinaria passione e di incredibile generosità.

 
     
 
 

 




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