ECHI DI OROLOGERIA TRECENTESCA

dicembre 2006
     
     
  Il contenuto di questo numero de La Voce di Hora è caratterizzato da tre articoli che si possono definire di archeologia orologistica; infatti l'argomento comune riguarda l'orologeria trecentesca francese e italiana.

 E' sorprendente apprendere dall'articolo di Brusa e Magistretti la notevole e insospettata diffusione di orologi pubblici in Francia nel corso del XIV secolo.  Il loro numero era equivalente a quelli del resto di tutta Europa: la letteratura ne riporta circa 250.

Dal poemetto Li orloge amoureus di Jean Froissart, brillante cronista francese e poeta fecondo del Trecento, Magistretti ha estrapolato e tradotto alcuni versi che descrivono dettagliatamente il movimento di un orologio il cui treno del tempo era composto da due sole ruote ed era regolato da un bilanciere a barra (foliot). L’orologio era pure dotato di suoneria, ma Froissart non la descrive, limitandosi a citare alcune 'campanelle' che hanno fatto ipotizzare l'esistenza di un carillon.

E' di grande interesse il ritrovamento a Chioggia di un orologio da edificio, di grandi dimensioni, del XIV secolo.  Ce lo illustra Marisa Addomine che, con Aldo Bullo e Ettore Pennestrì, ha effettuato un'accurata disamina dell'orologio e ha inoltre consultato una miriade di documenti conservati presso l'archivio cittadino di Chioggia, onde ricostruirne la storia fino a quando esso è rimasto in funzione.  Ricordiamo che Aldo Bullo ha tradotto e pubblicato il testo del manoscritto Tractatus Astrarii della Capitolare di Padova e ha curato una ricostruzione dell'Astrario di Giovanni Dondi ora al Museo Diocesano di Chioggia (v. La Voce di Hora, n. 16, pagina 87). 1’autenticità del reperto è comprovata, oltre che dalla struttura e dal luogo del ritrovamento, anche da un documentato restauro, riscontrabile alla ruota maestra, eseguito nel 1423. Dalle fotografie a corredo dell'articolo si può rimarcare la somiglianza tra la forma dei piedi dell'orologio di Chioggia e quelli dell'Astrario di Giovanni Dondi. 

Per la sezione di gnomonica Alberto Lualdi dedica un articolo ai notturlabi, strumenti che avevano la funzione di determinare l’ora per mezzo della posizione delle stelle.

La galleria fotografica di Lodovico Magistretti è dedicata ad alcuni importanti esemplari meccanici: pendole e orologi da tasca. Ma vi sono raffigurati anche alcuni notturlabi, tratti dall'articolo di Lualdi e il movimento dell'orologio di Chioggia.  Spicca un bell'orologio da carrozza giapponese; l’orologeria giapponese è affascinante e poco conosciuta; meriterebbe un articolo illustrativo.

Infine Giorgio Gregato ha curato la consueta rubrica sui più importanti orologi licitati presso case d’asta italiane e straniere

Anche quest’anno il nostro sponsor, che come di consueto appare nell'ultima di copertina, si è ricordato di noi con un generoso contributo.  Gli dobbiamo un particolare ringraziamento a nome del Consiglio e di tutti i Soci di HORA.

Auguro a tutti un fecondo 2007.

.   Luigi Pippa
     
 



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