| OMNIA LABOR VINCIT | giugno 2003 |
| Questo numero della
rivista porta la data arretrata del Giugno 2003 per gli
stessi motivi redazionali e personali di forza
maggiore che hanno ritardato il numero precedente. Anche
a causa della parentesi estiva, non siamo riusciti a
recuperare il ritardo e le posizioni lasciano pur sempre
qualche motivo di perplessità a breve scadenza. A questo punto pertanto è opportuno rassicurare gli abbonati e gli interessati che resta fermo l'impegno, assunto dal Consiglio dell'Associazione, di spedire agli abbonati altri due numeri, così da adeguare le posizioni per l'assemblea annuale del Marzo 2004. In quanto consiglieri e diretti collaboratori ci teniamo a disposizione, insieme al Segretario, per eventuali approfondimenti. Due
Soci appaiono per la prima volta su questo periodico e
sono motivo di fiducia nell'avvenire in quanto
confermano, con soggetti e studi originali, l'interesse
per l'orologeria antica in generale e specialmente per
quella italiana, troppo spesso trascurata. La galleria fotografica raccoglie,
antologicamente, immagini che illustrano soggetti diversi
trattati negli articoli e costituisce, al di là dei
pregi qualitativi intrinseci, un eloquente supporto alla
intelligenza e alla memorizzazione di caratteristiche
insolite. Rinviamo il lettore alle Notizie dalla Segreteria quanto alle pubblicazioni da segnalare, che sono in esubero. Facciamo comunque eccezione per la recentissima corposa ricerca dell'instancabile Renzo Giorgetti, il cui titolo è rivelatore: "Orologi da torre nei palazzi, ville e fortezze dei Medici e Lorena".
Post Scriptum - Nell'articolo "I Tre Vulliamy..." il primo di questo numero della rivista, non ha potuto essere menzionato l'approfondito e documentato studio di David Thompson e Roger Smith "Two Vulliamy Watches with Royal Associations", pubblicato da Antiquarian Horology, Autumn 1995, pagg. 230-37. I due esemplari si conservano nelle Horological Rooms del British Museum, delle quali Thompson è il Curatore. |