| DALLE CASE D'ASTA | ||
| A cura di Giorgio Gregato | ||
| Chi, per ragioni di tempo, non può
frequentare i musei d'orologeria sparsi nel mondo si
accontenta, il più delle volte, di consultare le
fotografie sui testi specializzati; ma questi si
riferiscono spesso alle stesse collezioni, ormai ben note
agli appassionati. E' assai istruttivo ed attuale seguire le vendite all'asta e consultare i cataloghi. Chi mette all'incanto un orologio antico permette di farlo conoscere in tutto il mondo ai collezionisti e ai potenziali acquirenti, data la capillarità della distribuzione dei cataloghi (ormai pubblicati anche su Internet). Inoltre, chi ha la possibilità di intervenire all'esposizione che precede l'asta potrà tenere in mano gli orologi, farsi aprire le casse dagli addetti per esaminare i meccanismi e poterne apprezzare le caratteristiche tecniche; le sensazioni che si provano solo in tali circostanze sono uniche. Quanta differenza invece c'è nell'osservare gli stessi oggetti in bacheche talvolta polverose. Nessun museo o libro può dare le emozioni sopra descritte. E' bene che chiunque abbia un oggetto prezioso da vendere, o anche solo da stimare al reale valore di mercato e non alle fittizie valutazioni di esperti improvvisati (amici, conoscenti, o l'orologiaio sotto casa), si rivolga a seri professionisti o a esperti antiquari che hanno sotto controllo il polso del mercato. Va tenuto presente che ci sono da rispettare regole e obblighi verso le case d'aste, quali: la riserva netta per il venditore, i diritti d'asta, la disponibilità dell'oggetto presso la casa d'asta almeno 30 giorni prima della data dell'incanto e il pagamento, solo a vendita avvenuta in sala, dopo 30 giorni lavorativi. Il proporre un oggetto non significa certezza di vendita ed il prezzo spuntato in sala non equivale alla cifra che il venditore incasserà, poiché i diritti d'asta sono piuttosto alti. Per chi compera è essenziale leggere attentamente le descrizioni dei lotti che interessano, perché dal loro esame si possono rilevare pregi e difetti di ciascun oggetto. Dopo questa premessa segnaliamo alcuni pezzi messi recentemente all'incanto da Antiquorum (asta del 13/4/2002): |
| Per chi ama la sofisticata
linea del primo Novecento, il deco: il lotto n. 82 corrispondente ad una pendulette mysterieuse di Cartier con cassa in onice, cristallo di rocca, oro e pietre preziose, ha attirato l'attenzione anche dei più impegnati collezionisti di orologeria antica, per via dell'intrigante spettacolarità delle due lancette che paiono sospese nel vuoto. Il funzionamento si basa su un collaudato sistema inventato da Robert Houdin attorno al 1850. Stima Fs 150.000-200.000 Aggiudicato ad un prezzo leggermente superiore. |
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Il lotto n. 28 era un
orologio da arredo firmato 'FRANCESCO GIOLY - Roma 1693',
con cassa in legno di pero ebanizzato, a base
rettangolare, cm 29x17, la cui estetica è sobria, tipica
della fine del Seicento. Rileviamo un importante dato tecnico: il bilanciere regolato da lamella elastica e cursore micrometrico, particolare assai raro per un orologio italiano. Tale dispositivo, inventato solo pochi anni prima dallo scienziato inglese Robert Hooke, era stato applicato raramente agli orologi da tasca e ancora più raramente agli orologi da appoggio, anche perché di lì a poco superato dalla spirale di Huyghens. |
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Tra le altre caratteristiche
tecniche citiamo la ripetizione di ore e quarti, disposta
atipicamente, lo scappamento a verga, il conoide con
budello, il cock traforato di grande diametro,
inciso, dorato e posto verticalmente sulla platina
posteriore e che porta la firma dell'autore e la data. Questo orologio italiano, in perfette e rare condizioni di integrità, ci ha permesso di analizzare l'invenzione di Hooke e di coglierne la genialità innovativa. Stima Fs 150.000-200.000 Aggiudicato nell'ambito della stima. |
| Nella stessa seduta d'asta è stata licitata un'elevata quantità di utensili (torni, fresa-ruote, fresa-fusèe, banchi da lavoro, ecc.) che paiono destinati a realizzare un nuovo museo della storia dell'orologeria. |
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Devizé par Gulot à Paris,
circa 1870. Macchina per il taglio delle ruote (fino a 1440 denti) in ottone e acciaio. Dimensioni cm 47x50. Stima Fs. 8.000-10.000 Aggiudicato ad un prezzo leggermente superiore |
| La Phillips, rinnovata casa di vendita all'incanto, oltre a stupendi orologi da polso Patek-Philippe degli anni '20, '30, '40 e '50, ha proposto a Ginevra, il 13/5/2002, un superbo orologio: |
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Lotto n. 84,
firmato da Louis Berthoud, horloger de la marine,
Paris, n. 2594, fatto nel 1812: un orologio da tasca
con scappamento a scatto (detente). Alla sofisticata tecnologia di Berthoud è abbinata la suoneria di ore e quarti su gong. Stima di Frs. 100.000-120.000. |
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| Come importante fenomeno rammentiamo che, nello scorso aprile, un orologio in platino del 1939 di Patek Philippe, denominato 'ore del mondo', ha raggiunto il record mondiale di aggiudicazione di Frs. 6.000.000. Credo che sia da valutare con attenzione questa nuova tendenza del mercato, con cifre mai raggiunte dall'orologeria antiquaria. I più importanti musei di orologeria stanno già investendo ingenti somme per acquisire i più rari e importanti pezzi del XX secolo. | ![]() |