| SVILUPPI POLICROMI E INFORMATICI | giugno 2001 |
| Questo decimo numero della nostra
rivista vuole confermare i propositi che ci hanno sempre
animato, sia per quanto concerne la validità dei
contributi storici e tecnici, sia per la consistenza
tipografica e la veste stilistica. La vistosa novità,
nell'ambito delle nostre risorse, é rappresentata dal
rilevante numero di pagine con illustrazioni a colori,
come coraggiosamente proposto e efficacemente attuato da
Lodovico Magistretti, che ha generosamente reso
disponibile la sua aggiornata attrezzatura. Per
restare in tema di riconoscenza, va messo in evidenza il
meritorio e disinteressato lavoro di Giorgio Pancaldi
che, nel corso dell'ultimo anno, si é dedicato alla
preparazione e all'organizzazione del sito Internet
dell'Associazione con una generosità che fortunatamente
sta diventando contagiosa tra i Soci. In fatto di contenuti ritengo di dover sottolineare
la portata dell'articolo che concerne l'apporto di Pierre
Le Roy all'invenzione dello scappamento duplex per gli
orologi da tasca, in cui per la prima volta si porta alla
luce e si focalizza la sua testimonianza originale che,
oltralpe e nella stessa Francia, è sfuggita
inesplicabilmente agli studiosi. Sempre in fatto di contenuti, abbiamo aderito alla
richiesta, avanzata da parecchi soci, di ristampare
l'articolo di Magistretti pubblicato nel 1997, in veste
precaria, su Urban Jürgensen, aggiungendo così
formalmente un altro ritratto alla galleria dei maggiori
protagonisti dell'arte dell'orologeria. Circa i prossimi numeri, dobbiamo segnalare che
l'apprezzamento stesso dei lettori stranieri comporta
sempre più l'impegno gravoso di richiedere espresse
autorizzazioni per riprodurre immagini necessarie a
integrare testi originali protetti da diritti di
esclusiva, i cui detentori sono spesso difficilmente
reperibili. Lascio a Roberto Fanciulli il compito di comunicare i dati aggiornati inerenti allo stato dell'Associazione e di proporre quali eventuali visite di interesse orologistico potrebbero essere organizzate nel corso dell'autunno, nonché se e come sarebbe possibile richiamare un maggior numero di Soci alle riunioni fissate per la sera dell'ultimo lunedì di ogni mese. A questo punto, per parte mia, rivolgo come ormai di rito, un appello alla buona volontà di qualche Socio dotato di amore dell'arte più che di scetticismo affinché offra consigli e, se possibile, una partecipazione concreta al fine di promuovere la diffusione dellAssociazione e di questa rivista. E' questione in ultima analisi di predilezioni e di interessi che fanno parte del nostro retaggio culturale e intellettuale al quale noi, oltre l'immediato e il contingente, vorremmo assicurare un futuro il più lungo possibile, da misurarsi pur sempre con orologi meccanici. |
| Giuseppe Brusa | ||||