SVILUPPI POLICROMI E INFORMATICI giugno 2001
     
     
  Questo decimo numero della nostra rivista vuole confermare i propositi che ci hanno sempre animato, sia per quanto concerne la validità dei contributi storici e tecnici, sia per la consistenza tipografica e la veste stilistica. La vistosa novità, nell'ambito delle nostre risorse, é rappresentata dal rilevante numero di pagine con illustrazioni a colori, come coraggiosamente proposto e efficacemente attuato da Lodovico Magistretti, che ha generosamente reso disponibile la sua aggiornata attrezzatura.

Per restare in tema di riconoscenza, va messo in evidenza il meritorio e disinteressato lavoro di Giorgio Pancaldi che, nel corso dell'ultimo anno, si é dedicato alla preparazione e all'organizzazione del sito Internet dell'Associazione con una generosità che fortunatamente sta diventando contagiosa tra i Soci.
Sulla navigabilità e sulle caratteristiche del sito www. hora. it si veda nelle nostre rubriche. Invitiamo quanti hanno consigli e desideri in proposito a prendere contatti diretti.

In fatto di contenuti ritengo di dover sottolineare la portata dell'articolo che concerne l'apporto di Pierre Le Roy all'invenzione dello scappamento duplex per gli orologi da tasca, in cui per la prima volta si porta alla luce e si focalizza la sua testimonianza originale che, oltralpe e nella stessa Francia, è sfuggita inesplicabilmente agli studiosi.
Si spera che in conseguenza ulteriore attenzione. verrà diretta alla nostra rivista, confermando quella lusinghiera di David Penney, la massima autorità su Thomas Mudge, rivolta di recente all'articolo di Lodovico Magistretti sull'inventore dello scappamento a àncora, cui si fa riferimento nelle nostre rubriche.

Sempre in fatto di contenuti, abbiamo aderito alla richiesta, avanzata da parecchi soci, di ristampare l'articolo di Magistretti pubblicato nel 1997, in veste precaria, su Urban Jürgensen, aggiungendo così formalmente un altro ritratto alla galleria dei maggiori protagonisti dell'arte dell'orologeria.
I dieci numeri della nostra rivista costituiscono un patrimonio notevole nel settore della bibliografia specifica dell'orologeria antica, che é relativamente modesto in lingua italiana, specie se si escludono traduzioni di poco conto.

Circa i prossimi numeri, dobbiamo segnalare che l'apprezzamento stesso dei lettori stranieri comporta sempre più l'impegno gravoso di richiedere espresse autorizzazioni per riprodurre immagini necessarie a integrare testi originali protetti da diritti di esclusiva, i cui detentori sono spesso difficilmente reperibili.
Non intendiamo peraltro decampare da quei livelli professionali che ci siamo preposti e che assicurano validità e chiarezza a quanto viene pubblicato.

Lascio a Roberto Fanciulli il compito di comunicare i dati aggiornati inerenti allo stato dell'Associazione e di proporre quali eventuali visite di interesse orologistico potrebbero essere organizzate nel corso dell'autunno, nonché se e come sarebbe possibile richiamare un maggior numero di Soci alle riunioni fissate per la sera dell'ultimo lunedì di ogni mese.

A questo punto, per parte mia, rivolgo come ormai di rito, un appello alla buona volontà di qualche Socio dotato di amore dell'arte più che di scetticismo affinché offra consigli e, se possibile, una partecipazione concreta al fine di promuovere la diffusione dell’Associazione e di questa rivista. E' questione in ultima analisi di predilezioni e di interessi che fanno parte del nostro retaggio culturale e intellettuale al quale noi, oltre l'immediato e il contingente, vorremmo assicurare un futuro il più lungo possibile, da misurarsi pur sempre con orologi meccanici.

 
      Giuseppe Brusa  
         

 




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