SOLSTIZIO D'INVERNO IN RITARDO dicembre 2000
     
     
  Il ritardo di cinque settimane con cui esce questo numero della nostra rivista non è stato causato da mancanza di impegno, ma dal fatto che, in caso di difficoltà, mancano i ‘giocatori di riserva’ in panchina.
Ne siamo dispiaciuti per i lettori e ovviamente faremo del nostro meglio perché ciò non si ripeta.

Nel numero precedente è stato evidenziato il ritrovamento di un orologio ‘notturno’ di Giuseppe Campani in ottime condizioni. Ciò ha suggerito l’oppotunità di un articolo sulla tipologia relativa più esteso e più specifico, almeno sotto il profilo orologistico, di quanti apparsi fin qui.
Speriamo che ciò riesca di stimolo a Silvio Bedini affinché pubblichi lo studio, cui ha atteso per decenni, sui protagonisti di quella conquista che ha costituito l’apoteosi dell’orologeria italiana. Gli sviluppi a nord delle Alpi che ne sono il riverbero vengono ora brevemente sintetizzati per la prima volta e meriterebbero una ben più approfondita attenzione.

Chiunque abbia nozioni anche semplici di orologeria antica conosce il ruolo fondamentale che ebbe Thomas Mudge nel progresso dell’arte della misura del tempo dalla metà del Settecento per oltre due secoli.
L’articolo che lo riguarda, il primo sostanzioso in lingua italiana, rappresenta un meritato riconoscimento e un tributo dovuto ad un personaggio geniale che, nonostante il successo, coltivò con umiltà l’arte per l’arte.

Il terzo millennio, dopo assurde speculazioni dialettiche, ha avuto effettivamente inizio, seppure in sordina rispetto ai clamori con cui venne salutato con l’anticipo di un anno; i ‘media’ e gli interessi che li stimolano si sono imposti. Eppure si continua ad affermare che la matematica non è un’opinione... Sempre in fatto di convenzioni più o meno rigorose si è passati così dal ventesimo al ventunesimo secolo. Per chi scrive di storia della misura del tempo in lingua italiana si presenta una limitazione linguistica: finora è apparso spesso preferibile usare definizioni convenzionali dei secoli del secondo millennio, quali Duecento, Trecento ... Ottocento, Novecento, anziché quelle matematiche di tredicesimo secolo, quattordicesimo secolo ... diciannovesimo secolo, ventesimo secolo. Come dar seguito ora al Novecento? Chi conosce l’età dello scrivente sa che il problema non può riguardarlo.

I più sentiti auguri a tutti i Soci di HORA sono comunque d’obbligo

 
      Giuseppe Brusa  
         

 




HOME LA VOCE DI HORA Rivista N. 9 - DICEMBRE 2000