LA VOCE DI HORA DIVENTA SEMESTRALE giugno 1998
     
     
  Sull’Assemblea della nostra Associazione tenutasi il 27 Marzo 1998 e sui risultati delle elezioni alle cariche di consigliere si veda la relazione del Segretario in altra parte di questa rivista. Poiché, salvo una sostituzione, il Consiglio e le cariche sono rimasti gli stessi e il programma e i criteri sono stati confermati, ecco uscire puntualmente, come prestabilito, il n. 4 de LA VOCE DI HORA, che è costato parecchia fatica ai pochi kamikaze che vi hanno contribuito in vari modi e con articoli sempre originali.
Confidiamo che questo numero sia di generale gradimento, anche per la copiosità delle illustrazioni, e che si apprezzi lo sforzo di rendere sempre più vario il contenuto nell’ambito di una gamma di argomenti che, del resto, è pressoché infinita.
Gli sviluppi dell’orologeria meccanica e delle specializzazioni connesse si estendono per oltre sette secoli e noi possiamo scegliere fra quelli che si sono realizzati nel corso della più gran parte della loro storia. L’imbarazzo non sta tanto nella scelta quanto nella capacità di affrontare temi che a tutta prima possono attrarre, ma che ben presto rivelano molteplici e inaspettate connessioni non facili da padroneggiare.
Lungi dal voler scoraggiare con ciò chi intendesse cimentarsi nella stesura di uno scritto su un soggetto di suo interesse, contiamo invece che si raccolga una sfida che tornerà comunque a merito di chi la ha affrontata con serietà di intenti quand’anche egli ne uscisse perdente. In questa piccola olimpiade culturale, quel che conta soprattutto è partecipare.
Ci riserviamo di pubblicare in una prossima occasione un elenco di temi poco noti che potrebbero essere trattati da volonterosi senza un impegno eccessivo.
Ove i suggerimenti fossero raccolti da altri, non della nostra Associazione e magari distratti solitamente dall’orologeria antica, sarà pur sempre un risultato positivo.
E vogliate scusare, in via eccezionale, l’atteggiamento moralistico e il tono predicatorio che vorremmo temperare con un poco di scherzosa ironia.

In linea con gli obbiettivi del nostro Statuto pubblichiamo in questo numero per la prima volta due articoli concernenti: l’uno, un raro strumento scientifico rinascimentale, di altissimo livello; l’altro, un grande pioniere medievale di quella concezione astronomica dell’universo, che fu di riferimento e di ispirazione a quei virtuosi dell’orologeria che si valsero delle più geniali risorse dell’arte meccanica per dar vita a miniaturizzazioni meravigliosamente complesse. Ciò naturalmente in aggiunta agli apporti, non meno interessanti e importanti, di altri autori. A questo riguardo spero che non sfugga ai lettori la complementarità del primo sostanzioso articolo su Tompion, come campione della supremazia inglese, con l’articolo che segue sulla rinascita dell’orologeria francese, spronata dall’emulazione.
Quanti Tompion autentici esistono in Italia? E si conoscono altri esemplari a firma Blakey oltre quello di Milano? Sarebbe motivo di vivissima soddisfazione per gli autori ricevere segnalazioni e interrogativi a questi e ad altri propositi, anche come testimonianze incoraggianti di una partecipazione da cui si sentirebbe gratificato chi prende parte alla compilazione di questa rivista.
Possiamo comunque assicurare agli amici lettori la nostra determinazione e il nostro impegno a continuare nell’impresa al meglio delle nostre capacità, augurandoci che altre iniziative, quali quelle degli incontri periodici e delle gite sociali di cui si sta occupando il Segretario, possano contribuire presto a consolidare la vita dell’Associazione.

A quest’ultimo proposito ritengo che potrebbe interessare a un buon numero di Soci una visita alla grande officina di Cividale Mantovano, dove ormai sono in fase avanzata il restauro e il ripristino della funzionalità del celeberrimo orologio di Venezia e dove sarà eventualmente possibile un esame ravvicinato della meccanica nel suo complesso, prima che venga smontata, imballata e riportata nella sua nobilissima sede. La visita, subordinata al benestare che mi riservo di chiedere ai Civici Musei di Venezia ed alla Piaget International, potrebbe essere fatta collettivamente in pullman, con partenza da Milano la seconda o la terza domenica di Luglio. Sviluppi della gita ad libitum. Chi è interessato si rivolga al Segretario, al Vice-Presidente oppure al sottoscritto.

 
      Giuseppe Brusa  
         

 




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