nota 1)
La IX edizione di Old Clocks and Watches ... illustra (Figg. 24 a-b-c, pag. 44) un pezzo con cassa a tamburo d’ottone dorato, di spessore relativamente ridotto, costruito in Germania verso il 1575. Anche in questo caso il coperchio è forato in corrispondenza delle ore; esso protegge il quadrante che ha due numerazioni in 12 (un cerchio in cifre romane e un cerchio con numeri in caratteri arabi, con bottoni tattili per la notte). Pure i fianchi e il fondo sono traforati per il suono della sveglia; i complicati lavori di traforo sono arricchiti da un sapiente uso del cesello e del bulino. Il movimento con stackfreed è controllato da un bilanciere a barra con regolazione a setole di porco.
Un
pezzo anonimo del 1570 circa, descritto da Giuseppe Brusa (L’arte dell’orologeria in Europa, 1975, Figg. 80-81 e pag. 409) quale prototipo di orologio da sella. La cassa di ottone dorato, il cui diametro è di mm 100, è traforata per il suono e incisa. Le ventiquattro finestrelle del coperchio permettono, senza aprirlo, di leggere il quadrante con due numerazioni in 12, minuti arabi di 5 in 5, lancette concentriche, bottoni tattili intorno al cerchio orario e astrolabio. Il movimento a stackfreed è controllato da uno scappamento a verga con bilanciere anulare regolato a setola di porco. La suoneria di ore e quarti agisce al passaggio su due campanelli coassiali; il piccolo disco posto sulla platina posteriore registra l’ultimo quarto suonato.

 
 
nota 2)
Nello Inventario del Guardaroba delle robe Fabbricate di Sua Altezza Serenissima, inventario compilato presso casa Medici nel 1640, viene citato "... un oriolo da carrozza coperto da più ordigni (?) di ferro e legname" (da un articolo di Enrico Morpurgo pubblicato da La Clessidra, n. 10, Roma 1951).

 
 
nota 3)
Fratello di Pierre (Peter) Debaufre, socio dell’immigrato matematico svizzero Nicolas Facio nella produzione delle prime pietre per orologeria
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