FACENDO IL PUNTO... dicembre 1996
     
     
  Confido che questo secondo numero de LA VOCE DI HORA, che segue a distanza di un anno dal primo, sarà altrettanto bene accolto. Senza entrare nel merito del livello e della validità dei nuovi articoli, è motivo di soddisfazione che si tratti sempre di contributi originali e meditati, destinati a una rivista ispirata a criteri culturali e scientifici. Questi contributi potranno essere consultati anche in un lontano futuro dai cultori di orologeria che, ci auguriamo, avranno seguito il nostro esempio.
Il netto
miglioramento qualitativo della composizione a stampa non ha bisogno di essere sottolineato. Esso è tanto più meritevole in quanto conseguito senza alcun aumento dei costi, anzi con un sensibile risparmio grazie alla competenza e al generoso impegno del Consigliere Vico Magistretti, che ringrazio cordialmente anche a nome del Comitato di Redazione e di tutti. Il contenimento di quella che è la maggior spesa della nostra Associazione, la rivista, costituisce ovviamente un vantaggio per gli sviluppi dell'attività. Se le nostre previsioni non sono troppo ottimistiche, il rinnovo delle quote sociali per il 1997 dovrebbe consentirci di realizzare entro un anno il terzo numero de LA VOCE DI HORA e almeno due NOTIZIARI, purché gli articoli inviati siano sufficienti.
Purtroppo
la partecipazione concreta dei soci è scarsa e rinnovo quindi calorosamente l'invito a farci avere risultati di studi e ricerche, segnalazione di passi da testi che richiedano di essere chiariti o che siano poco noti, oppure notizie concernenti pubblicazioni, ritrovamento, incontri che rivestano interesse per i Soci. L'opportunità offertaci dal libero accesso al Museo Poldi Pezzoli per le nostre riunioni l'ultimo sabato pomeriggio di ogni mese non è stata sfruttata fin qui come merita. Ci sono in molti casi motivi di difficoltà o di impossibilità a intervenire, soprattutto per quanti risiedono fuori Milano o svolgonoun'attività commerciale, ma certamente qualcosa di più va fatto per vivacizzare le riunioni, sia concentrando i discorsi su argomenti particolari da stabilirsi con un ragionevole preavviso, sia per accogliere conversazioni o letture di esperti. La proiezione di diapositive su grande schermo per illustrare caratteristiche tecniche o tipologiche è sempre possibile, anche senza preavviso.
Nel
frattempo ho preso l'iniziativa di sottoporre alla Dottoressa Mottola, Direttrice del Museo, la richiesta di poter esaminare, in occasione delle nostre riunioni periodiche, alcuni orologi della collezione fuori dalle loro vetrine, con tutte le cautele del caso e in condizioni di massima sicurezza sotto ogni aspetto. La completa visibilità delle parti meccaniche è fondamentale per acquisire o veder confermate nozioni specialistiche e costituirebbe un ulteriore passo a favore della divulgazione diopere che normalmente sono solo parzialmente fruibili. Si tratta peraltro di una decisione che la Dottoressa Mottola si è riservata di prendere dopo aver sentito il parere del Consiglio di Amministrazione del Museo.
Fra
le varie possibilità che ci si offrono vanno considerate le gite sociali, una eventualità gradita alla maggioranza, specialmente dopo il felice esito di quelle a Cremona e a Firenze. Richiedono però di essere elaborate anche in ragione dei diversi punti di partenza dei partecipanti. Lascio quindi al nostro Segretario il sondaggio delle preferenze a questo riguardo.
L'aumento
del numero dei soci resta un obbiettivo primario, che nostro malgrado non ha ricevuto la spinta che richiede. Esso è compito di tutti, ma sembra opportuno a questo riguardo di affidare compiti più definiti a soci particolarmente volonterosi. Confidiamo di poter fare al più presto precisi affidamenti.
 
         
      Giuseppe Brusa  
         

 




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