Il restauro di un capolavoro:
l'orologio astronomico di Clusone
 

 

 

A Clusone (m. 648 ), splendida cittadina lombarda sita a nord-est di Bergamo in val Seriana, si trova uno dei più straordinari orologi astronomici da torre del '500 italiano.

 

 

L'orologio è collocato nella torre medioevale posta nell'angolo sud ovest del Palazzo Comunale (o della Ragione).

Con una unica lancetta indica (in quanto anche i 3 dischi concentrici ruotano): le ore, i giorni, i mesi, i segni dello zodiaco, la posizione del sole e della luna e la durata delle ore di sole e di buio.
L'unico fisso è il disco più esterno delle ore (del diametro di m. 3,50).

Ancora integro, è uno dei pochi orologi della sua epoca che funziona ancora con i pezzi originali. Gira in senso antiorario.

E' stato realizzato nel 1583 da un eclettico clusonese, Pietro Fanzago, orologiaio, ingegnere idraulico, matematico, fonditore di metalli, ecc.

Per una descrizione dettagliata dei quadranti dell'orologio e per una biografia completa del suo realizzatore si rimanda a:

www.comune.clusone.bg.it/LaCittà/Capolavori/tabid/65/Default.aspx

 

 

Nel 2006 le autorità clusonesi decisero di procedere ad un restauro in quanto un esame ravvicinato delle parti pittoriche, fisse e mobili, e di quelle meccaniche esterne (ruotismi astronomici), data l'esposizione alle intemperie e all'inquinamento, mostrava un avanzato degrado e gli interventi di conservazione risultavano urgenti e indispensabili.  

 

  Esiste memoria storica di precedenti restauri come quello del 1873 eseguito dal noto orologiaio milanese Isidoro Sommaruga e quello del 1928 che consistette in uno smontaggio dei dischi esterni per un sommario intervento meccanico.

Vedi foto dell'epoca a lato.

 

Dopo un accurato esame è stata fatta la scelta, in accordo con le Autorità di Clusone, di evitare un non necessario, al momento, restauro della parte meccanica dell'orologio (interna) perchè non si presentavano usure tali da comprometterne il funzionamento.

 


 

Rimozione quadranti e ruotismi astronomici

 

Nonostante nel periodo precedente fossero stati fatti numerosi sopraluoghi e accurate valutazioni sulle procedure da adottare per il distacco delle parti da asportare, si è ritenuto opportuno un ultimo consulto prima di procedere con i lavori.  

 

  Naturalmente durante le operazioni di smontaggio si sono presentate anche difficoltà impreviste.

Momento molto delicato:
Si tratta di rimuovere, senza intervenire "pesantemente", la ruota che comanda le fasi di luna precedentemente fissata con una ribattitura molto intaccata dalla ruggine.

Nell'immagine si può anche notare il filo di ferro usato in passato per fissare, in modo molto artigianale, particolari dei dischi del quadrante.

 

Si calano le parti ormai staccate adottando ogni possibile cautela

 

  Dopo tre ore di lavoro la squadra ha concluso il lavoro e posa soddisfatta assieme alle maggiori autorità cittadine che hanno "amorevolmente" assistito alle operazioni.

Poi si imballano tutte le parti in apposite casse al fine di un trasporto sicuro a Milano

 
 

 

 

  Dopo l'arrivo a Milano i ruotismi sono stati affidati ad un laboratorio specializzato in restauro di orologi antichi mentre il quadrante e stato strasferito ad uno studio per il ripristino della parte pittorica.  

 


 

  Restauro meccanismi che regolano la parte astronomica  

 

 

  Intervento, sostituzione di un dente, su una ruota del differenziale che regola la parte astronomica.  
       
       

 

  Ruota fasi luna. La ruggine sembra aver intaccato profondamente il metallo ma con l'uso di strumenti adatti (bisturi e spazzole) si è tolta la parte ossidata e il metallo, a parte alcune leggere abrasioni, è tornato all'aspetto e consistenza originali.  
     
 
     

 


 

  Restauro quadrante  

 

  l ripristino è consistito essenzialmente nella eliminazione delle sovrapposizioni pittoriche che si sono succedute nei secoli, l'ultima a fine '800, che ne avevano parzialmente modificato l'aspetto.

Per togliere i diversi strati si sono adottate procedure originali studiate con l'ausilio dell'università di Ravenna e del CNR di Firenze e si è utilizzato un laser di derivazione medica.

Arrivati allo strato originale del colore, quello del 1583, si è ricoperto Il tutto con uno speciale prodotto trasparente a protezione al fine di preservarlo, per quato possibile, dalle intemperie.

 
 
Come si può osservare nessun intervento invasivo e coprente, ma solo un recupero e conservazione dell'originale, che naturalmente presenta i segni del tempo.
         
  Come si presentava Dopo una prima pulizia Dopo l'ultima pulizia  
         
   

 

  Prima e dopo della parte centrale del quadrante  
     
 
     

 

  Stessa cosa per la stella che rappresenta la terra come centro dell'universo (siamo ancora nel sistema tolemaico)  
 
 

 

     
Ecco come appaiono le "tracce" lasciate dai restauratori.

La prima quella del restauro del 1873.

La seconda relativa all'attuale intervento.

 
     

 


 

     
Quadrante e ruotismi astronomici sono poi stati ricomposti nella bottega del restauratore.

Ora l'orologio puo essere ammirato nella sua splendida bellezza prima di essere riportato a Clusone e riposizionato nella sua antica sede.

 
     

 


 

  Ritorno e sistemazione nell'antica casa  

 

  In occasione del ritorno dell'orologio Clusone era in festa e addobbata con bandierine colorate riportanti la scritta: "a Clusone il tempo... ritorna"  
     
  Molte difficoltà e qualche apprensione per il riposizionamento delle parti ripristinate.
Il trabatello a pantografo non era molto stabile in quanto sistemato in modo inclinato per avvicinarsi alla parete rientrante per la presenza del contrafforte (o barbacane).
 
     
  Collegamento fra la parte esterna, cioè ruotismi restaurati della parte astronomica, e l'orologio interno.

Grande attenzione è stata posta per la messa in fase.

     

 

     
  Ora l'orologio, coperto da un drappo che raffigura l'orologio stesso, è pronto per l'inaugurazione ufficiale con autorità, banda, bandiere e tanti clusonesi  
     
   

 

 

  Ecco il magnifico quadrante tornato all'antico splendore  

 

   

 

     
Dopo il ritorno l'orologio è stato ancora affidato alle scrupolose cure dei due fratelli temperatori.
(Hanno bottega nelle immediate vicinanze).

La loro famiglia provvede, da quasi un secolo, a controllarlo e a caricarlo giornalmente.

 




 

 

La torre dell'Orologio venne costruita nel 1008 e fu punto di riferimento politico, militare e simbolo di prestigio della Clusone Medioevale.
Ha subito notevoli trasformazioni durante i secoli sino ad assumere l'aspetto odierno.
La successione cronologica delle date più significative della sua storia è così riassumibile:

 

1008 / La probabile data di costruzione della torre coincide con quella di completamente del contiguo Palazzo (1008), stante lo stretto legame che a quei tempi univa la realizzazione di sedi di Governo a strutture con funzioni militari. Il piano terra della torre, un grande locale al quale si accedeva da un unico ingresso sul lato Est (ora sotto i portici), era probabilmente occupato dall'armeria e dal corpo di guardia. Sempre al piano terra si possono ancor oggi osservare le tracce di una grande finestra prospicente, come quella ora esistente al piano superiore, sulla Piazza Maggiore.

 

1119 (1) / Il 12 Luglio 1119, fu collocata sulla torre una grossa campana civica, usata in occasione degli arenghi o di assemblee popolari ed in caso di calamità, pestilenze, incendi, ecc.

1485 (1) / Nel 1485, il Palazzo Medioevale, per ordine dell'allora Podestà Francesco Contarin, fu parzialmente abbattuto per essere poi sopralzato e modificato alla maniera dell'epoca. Delle strutture originali si possono oggi ammirare i grossi pilastri che sostengono il Palazzo ed i contorni delle grandi finestre ad arco acuto parzialmente rovinati. Durante i lavori di ricostruzione del Palazzo, si decise di collegarlo alla torre mediante un corpo di fabbrica sorretto da un grande arco. Sulla soprastante facciata vi si ammirano ancora pregevoli affreschi con figure, stemmi ed iscrizioni di quel periodo.

 

1575 / In quell'anno, Pietro Fanzago scrisse alla Comunità offrendo la possibilità di mettere in opera una «razza» (così erano chiamati i grandi Orologi da torre), in quanto quella esistente era «quasi che rotta». Ciò sta a significare che sulla torre esisteva già un orologio, certo più piccolo e forse senza la «mostra».

 

1583 (2) / Su commissione del Consiglio di Valle, la torre venne arricchita dal grande Orologio Planetario del Fanzago. A completare la facciata della torre, in armonia con la «mostra» dell'Orologio, furono eseguiti pregevoli affreschi.

1610 / Il 5 Settembre 1610, il Consiglio di Valle (Podestà Lorenzo Pasqualigo), delibera di affidare l'incarico ad una persona perché, all'occorrenza, suonasse la campana civica, di giorno e di notte.

1624 / Ultimata la costruzione del nuovo campanile della chiesa di Clusone, la campana civica venne installata sul campanile stesso. Quella sulla torre fu pertanto sostituita con una più piccola affinché servisse per battere le ore (Podestà Pietro Paruta). Non è da escludere che l'orologio sia rimasto per un certo periodo di tempo senza una propria campana.

 

1700 (3) / Nel diciottesimo secolo la torre diede segno di alcuni cedimenti. Sono ancora visibili i punti in cui sono state apportate riparazioni alle profonde fessure che attraversavano perpendicolarmente tutta la torre. Fu necessario demolire la parte superiore della torre per alleggerirne il peso e si rafforzò la parte bassa mediante l'appoggio di un contrafforte o barbacane alla facciata Sud della torre stessa. Affinché il contrafforte potesse meglio aderire, fu messo a nudo il pietrame distruggendo così, irrimediabilmente, tutto l'intonaco affrescato. Ultimati i lavori murari, sul nuovo intonaco fecero eseguire alcuni affreschi tutt'ora visibili.

1800 (3) / Sopra il tetto che copriva l'ormai «decapitata» torre, fu elevato un piccolo campanile chiamato dai Clusonesi «il campanile delle ore» in cui collocarono una campana per il sottostante Orologio. «Il campanile delle ore» fu eretto in parte sul muro maestro dell'antica torre ed in parte sopra un arco in pietra appositamente costruito diagonalmente alla facciata principale della torre. Sono ancora visibili i resti dei due piedritti dell'arco il cui diametro era di metri 4,70. Sono ancora in opera i due tiranti o chiavi, in solido ferro di forma rettangolare.

 

1860 (4) / Nella seconda metà dell'800, anche il «campanile delle ore» fu abbattuto. Non se ne conosce il motivo, ma è possibile che la torre avesse dato altri segni di cedimento. Al suo posto fu eretta una incastellatura in ferro appoggiata a due pilastri sicuramente formati dai massi di pietra che componevano il grande arco che sosteneva il «campanile» stesso. L'incastellatura in ferro regge tutt'ora la campana delle ore. E’ datata 1679 e porta la dicitura «FULGORE TEMPESTATE».

1903 (4) / Ai piedi della torre venne eretto un monumento ad Umberto I, opera dello scultore Giuseppe Rovida di Rovetta (1865-1906).

 

1930 (5) / Rimozione del monumento ad Umberto I e collocazione alla base della torre dell'albo pretorio comunale.

 

1939-1983 (6) / Nel 1939, con la ricostituzione dell'Associazione Turistica Pro Clusone, la si volle dotare di una Sede centrale e prestigiosa, usufruendo del vano posto al piano terra della torre. Venne allora realizzato un ingresso sulla Piazza dell'Orologio, proprio in corrispondenza del finestrone esistente in origine. La collocazione dell'Ufficio Turistico nel più importante ed antico monumento clusonese, si è indubbiamente dimostrata un'azzeccata simbiosi tra storìa e arte, promozione e valorizzazione turistica di questa ricca Città.

 

 

  Aspetto odierno del complesso monumentale  

 

   

 

 

 
 
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