Caro lettoreLei
gentilmente ci fa partecipi (nella prima
parte della sua lettera) di una serie di
informazioni delle quali prendiamo
volentieri nota.
Molto utile sarebbe stato l'accompagnarle
con foto e descrizioni dettagliate che
avrebbero potuto essere lo spunto per un
articolo.
Estremamente interessante sarebbe
verificare con precisione le date di
costruzione dei vari meccanismi al fine
di appurare se, eventualmente, ne esiste
uno con data anteriore a quella del
brevetto del francese Jarossay.
Nella seconda parte della lettera
ci invia alcune informazioni che
necessiterebbero di chiarimenti.
Parla di due fratelli senza
citarne né il loro nome né quello
attuale del paese di origine (attualmente
il da lei citato
"Montelevecchie" crediamo sia
Belvedere Fogliense) né dove ha
visionato il loro meccanismo.
Inoltre scrive "della vite senza
fine per la riduzione ..." mentre
tale vite essendo condotta serve a
moltiplicare e non a ridurre il numero di
giri. E' per questa ragione che tale
sistema, che richiede una accuratissima
realizzazione meccanica, è stato
pochissimo utilizzato.
Poi la definizione da lei usata di
"ruota guida" appartiene
probabilmente alla terminologia regionale
e non ci consente di comprendere
esattamente a cosa si riferisce.
Comunque molte grazie per il suo
interessamento.
Cordiali saluti
G.G.
P.S. Al momento della
pubblicazione di questa risposta
riceviamo una e-mail da un lettore,
(desidera non essere citato), che afferma
che i tre treni dell'orologio di Offida
sarebbero:
- sinistra per le ore e i quarti
- centrale per il tempo
- destra per la suoneria ausiliaria o
"tarantella" (nome locale) a
din-don.
Nell'articolo pubblicato si dice che i
treni sono uno del tempo, uno della
suoneria delle ore e uno della suoneria
dei quarti.
Ci proponiamo di effettuare un accurato
esame in loco o di avere una dettagliata
documentazione fotografica per
comprendere il funzionamento delle due
chiocciole presenti sull'orologio.
Nel frattempo rimaniamo in attesa di
eventuali altri interventi in merito.
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