| EMBRIACO Giambattista,
padre dell'Ordine Domenicano - Nato a
Ceriana (Sanremo) il 31 dicembre 1829, è
stato uno dei più geniali orologiai del
secolo scorso. Entrò nell'Ordine a
Perugia nel 1840 e fatti gli studi
regolari venne inviato a Nepi ad
insegnare filosofia e matematica ed
infine a Roma nel convento della Minerva
ove ebbe tempo di dedicarsi ai suoi studi
prediletti. A 17 anni costruì con del
cartone il suo primo orologio. Nel 1867
inventò l'idrocronometro che non è una
clessidra od un orologio ad acqua, ma un
vero orologio, nel quale l'acqua,
riempiendo alternativamente due
bacinelle, dà l'impulso al pendolo
indipendente e per di più serve a
caricare il movimento e la suoneria dei
quarti e delle ore L'orologio inviato
insieme ad un altro all'Esposizione
Universale di Parigi del 1867
imperfettamente organizzata, non venne
tolto dalle casse. Quando l'inventore
giunse sul posto era troppo tardi (uno
dei due orologi era rotto), ma non si
perdette d'animo e montò
l'idrocronometro, che funzionò
impeccabilmente per lo spazio di un mese.
Napoleone III si fece spiegare il
meccanismo nel Castello di St.Cloud e
anche il grande Rossini dimostrò il suo
interesse. Un industriale francese
comperò la patente per la Francia,
poiché prevedeva un grande smercio dato
che Parigi ed altre città volevano
ornare le loro fontane pubbliche con
questi orologi. Non sappiamo perché tale
progetto non sia stato posto in
esecuzione. Uno di questi orologi - il
cui solo inconveniente è che con il gelo
non funzionano - venne posto sul Pincio
(1872), un altro nel cortile dei
Ministero delle Finanze e un terzo nel
cortile di Palazzo Berardi a Roma. Un
esemplare in forma ridotta esiste nei
depositi dell'erigendo Museo
dell'Orologio preso la scuola di
orologeria di Roma; forse si tratta del
modello fatto in occasione
dell'Esposizione Nazionale di Milano
(1881) dagli allievi della Scuola
Cronometrico Meccanica di Roma che
desideravano avere un idrocronometro di
padre Embriaco in proporzioni ridotte. Un
altro consimile in zinco bronzato si
trova al Wúrtembergisches
Landes-Gewerbemuseum di Stoccarda e viene
presentato come "copia del XVII
secolo"! Altri ancora si trovano
presso privati e presso l'orologeria
Bedetti e Bandiera a Roma. Genova
desiderava porre uno di questi orologi
allo sbocco di Via Nuovissima presso la
cascata decorativa. Esperti nazionali e
stranieri lodarono incondizionatamente
l'invenzione del grande domenicano. Il
Saunier, sul quale ricade gran parte
della responsabilità per la cattiva
organizzazione dell'Esposizione parigina,
riconobbe poi la genialità
dell'inventore. Altra splendida
concezione dì padre Embriaco è la
sveglia economica munita di suoneria
completa. Essendo tali sveglie molto
care, ne ideò una munita di un sistema
dì leve che armavano una sega, in primo
tempo munita di 91 denti. L'Embriaco
stesso se ne spaventò e modificò e
ridusse la sega e finalmente la sostituì
con una spartiora. E' interessante e
istruttivo seguire lo sviluppo dei suo
pensiero nella serie di articoli
(Regolatore con suoneria senza ruotismo,
ad una sola carica che dura 36 giorni, di
P.G.B. Embriaco, Domenicano) comparsi nel
"Bullettino della Società
Cronometrica Meccanica" pubblicato a
Roma dal 1879 in poi. L'autore narra come
sin dal 1860 avesse presentato
all'Accademia dei Lincei a Roma uno
scappamento a regolatore isolato e come
avesse sviluppato tale scappamento e come
ne avesse creato dei nuovi (uno ad ancora
a tre denti, regolata da un pendolo in
parte libero, un altro a bilancere, di
stupefacente semplicità e precisione).
Basta leggere un brano per dedurre dalla
chiarezza e purezza della prosa, la
genialità dell'artista: "Io cercava
una soneria senza rotismo e che non si
caricasse a mano, ma fosse caricata dalla
chaussée, e non già in un modo
qualunque, ma con forza continua e
press'a poco sempre uguale, la quale non
fosse cagione di troppe disuguaglianza
dei motore dell'orologio; ciò per me
equivaleva ad un problema a tre
incognite, delle quali non solamente io
doveva cercare il valore, ma metterle
eziandio d'accordo tra loro e in
relazione con gli altri organi del
movimento... ". L'Embriaco non poté
finire la sua serie di articoli e i
lettori, affascinati dall'ardita
concezione, chiedevano con insistenti
lettere il seguito. La redazione rispose
che l'autore stava costruendo nuovi
modelli che già funzionavano benissimo.
Ma il seguito degli articoli non venne:
nel 1880 il "Bullettino" cessò
purtroppo di esistere. L'orologio
dell'Embriaco venne posto in commercio
dalla ditta Borletti di Milano col nome
"Sveglia Italia" o
"Pendoletta Italia" e
conquistò plausi e premi. Il Redier,
membro della giuria della Esposizione
Universale di Parigi dei 1878, vedendo i
lavori dei nostro disse: non credevo vi
fossero in Italia cultori così seri
dell'arte orologiaria. L'Embriaco
costruì pure un orologio notturno, il
quale, ogni mezzo minuto, dava lievissimi
colpi abbastanza chiari per indicare
l'ora e pure tanto leggeri da non
disturbare il sonno. L'Embriaco inventò
pure freni automatici, macchine
pantelegrafiche, strumenti per la
lavorazione dei metalli e infine si
accostò pure ai problemi della
navigazione aerea. Nel 1894 venne
chiamato a dare il suo parere sul
pianisferologio farnesiano del Faccini.
L'Embriaco, per i suoi meriti nel campo
religioso, venne elevato al grado di
Governatore della provincia domenicana.
Morì a Roma il 6 marzo 1903.
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| Cortile del Palazzo Muti
Cesi Berardi in Roma |
| Fontana con
idrocronometro di Padre Embriaco |
| Da Roma - Misura del
tempo - Storie di orologi di M.
Barberito e A. Martini, Roma 1944 |
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| Regolatore con suoneria
di ore e quarti senza 'ruotismo'
della Collezione Ruscitti |
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